Le ceneri della centrale Enel interrate in uliveti di Brindisi Sequestro aree per 9mila metri

Pubblicato il da radiant catalyst

BRINDISI – Le ceneri provenienti dalla centrale di Brindisi Federico II di proprietà dell’Enel venivano interrate nelle campagne del Tarantino, sotto gli alberi di ulivo: è quanto emerso nell’ambito di indagini compiute dai carabinieri del Nucleo operativo di Lecce e del Nucleo investigativo del comando provinciale di Taranto, su delega del pm della procura di Brindisi, Giuseppe De Nozza, che hanno portato al sequestro probatorio di due aree di circa 9.000 metri quadrati complessivi di pertinenza della azienda “Calò Calcestruzzi”, ditta di Manduria (Taranto), la cui sede è stata perquisita.


Gli investigatori hanno scoperto che all’interno di un terreno di 6.000 metri interno al perimetro aziendale erano stati 'tombatì rifiuti speciali, per l’appunto ceneri provenienti dalla centrale di Cerano (Brindisi), mentre in un altro terreno di circa 3.000 metri quadrati, esterno al perimetro aziendale ma di proprietà della Calò Calcestruzzi, oltre alle ceneri sono state trovate terre e rocce da scavo miste a stratificato stradale.

I carabinieri hanno anche sequestrato 212 formulari di identificazione dei rifiuti che riguardano proprio l’attività di conferimento degli scarti prodotti da Enel (estranea all’inchiesta), relativi agli anni 2009 – 2010 e 2011. Sul posto sono poi stati eseguiti scavi con pale meccaniche ed escavatori che hanno fatto emergere i rifiuti che saranno analizzati. Il titolare della ditta in questione, Antonio Calò, è indagato per esercizio di discarica abusiva, gestione illecita dei rifiuti e getto pericoloso di cose.

FONTE
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